Denti sensibili

Denti Sensibili

Caldo, freddo e dolce... quando i denti si ribellano


Un italiano su quattro conosce quel dolorino fulminante che colpisce i denti, quando ci permettiamo una golosità dolce al bar oppure un gelato o una bevanda ghiacciata; addirittura una boccata d'aria fredda sulle piste da sci oppure durante la corsa di jogging in una mattina fresca può scatenare quel fastidioso malessere che fortunatamente dura poco ma ci rovina spesso i momento più belli della nostra vita quotidiana. È un sintomo abbastanza comune che diciamo "denti sensibili" e il dentista lo nomina "ipersensibilità dentinale".


Quale meccanismo innesca la sensibilità dei nostri denti?

I nostri denti possiedono dei tubuli dentari, piccoli canali che si trovano nella dentina e collegano l'esterno del dente con l'interno. Questi tubuli sono estremamente sensibili agli stimoli esterni perché ricchi di nervi e vasi. Anatomicamente questi tubuli sono protetti nella parte superiore del dente dallo smalto e nella parte inferiore dalla gengiva. Nel caso che questi "scudi naturali" vengano a mancare oppure si danneggino, le terminazioni nervose dei tubuli sono esposte agli stimoli esterni e noi sentiamo il fastidioso dolorino.

Quali sono le cause dei denti sensibili?

I nostri denti possono sviluppare sensibilità quando sono esposti a uno o più dei seguenti fattori: si ritirano le gengive causa infiammazione e/o uno scorretto uso dello spazzolino e/o  filo interdentale; un'igiene orale scarsa o maldestra, dovuta anche a una tecnica errata di spazzolamento dei nostri denti oppure setole troppo dure, un consumo abituale di cibi e bevande acide oppure il digrignamento notturno.

Come posso fare io a casa per prevenire e/o migliorare attivamente questo fenomeno?

Si può migliorare lo stato proprio dei denti sensibili rivedendo le proprie abitudini quotidiane, cioè: adoperare  la tecnica di spazzolamento BRASS modificata abbandonando uno spazzolamento vigoroso e aggressivo. Non sempre forte vuole dire bene! Consiglio: Tenete lo spazzolino come una matita per esercitare meno forza oppure utilizzate uno spazzolino elettrico che possiede un indicatore di pressione che si illumina e avverte quando esercitiamo troppa spinta sui denti. Lo spazzolino si inclina a 45 gradi muovendolo sempre dalla gengiva verso il dente. Dal rosso al bianco. Per la parte inferiore della bocca vale l'opposto, cioè il movimento deve procedere verso l'alto; ovviamente l'operazione va ripetuta sia sulla parte esterna della dentatura che su quella interna. Per quanto riguarda invece la pulizia della parte masticatoria dei denti posteriori, l'ideale é spazzolare queste superfici prima dal dietro verso l'avanti e viceversa. Utilizzate uno spazzolino con setole morbide oppure uno spazzolino elettrico sempre con testina morbida e con indicatore di pressione che avverte con segnali lampeggianti rossi quando la forza sui denti è eccessiva, oppure uno spazzolino ad ultrasuoni abbinato a un dentifricio per denti sensibili con RDA basso (max 30 RDA, Relative Dentin Abrasivity, raccomandato dall'American Dental Association in caso di denti sensibili)  e fate attenzione ad un alimentazione bilanciata evitando cibi molto acidi ( frutta acida, succhi di frutta acidi, bevande gasate,  limonata, aceto di vino). Si sconsigliano i  prodotti sbiancanti 'fai da te' perché sono aggressivi e abrasivi. Il vostro dentista vi può consigliare nella scelta di terapie sbiancanti appropriati. Consultare il vostro dentista di fiducia per un trattamento personalizzato per accertare lo stato di salute dei denti, per escludere delle carie nascoste all'occhio nudo e per migliorare oppure eliminare il problema dei denti sensibili  in modo duraturo. 

 Lo sbiancamento dei denti può causare denti sensibili?

Le sostanze utilizzate durante una seduta di sbiancamento possono generare una sensibilità dentale sia durante il trattamento che in seguito. Circa l'80 % dei pazienti che soffrivano dei denti sensibili hanno fatto un trattamento di sbiancamento e riferiscono di una temporanea sensibilizzazione dei loro denti. Attualmente gli ultimi ritrovati di prodotti con cui si effettua il trattamento professionale contiene già all'interno un giusto dosaggio di sali di fluoro che nella fase di applicazione prevengono la possibile insorgenza di sensibilizzazione. Inoltre il mercato ci offre anche dentifrici specifici da utilizzare prima e dopo un trattamento professionale sbiancante che possono proteggere dal dolore perché costruiscono una barriera di protezione.

Cosa può fare il dentista?

Esistono varie possibilità per curare i colletti dentari e ridurre notevolmente gli stimoli del dolore.

  • Il dentista sigilla i colletti scoperti con delle "vernici", come la lacca per unghie, che chiudono i tubuli e riducono la stimolazione del dolore per molto tempo.
  • I nostri colletti dentari esposti possono essere anche ricostruiti tali da ridare al dente stesso la sua forma originale.
  • Esistono inoltre terapie chirurgiche delle gengive retratte, in modo da ripristinare il corretto e armonioso rapporto tra la lunghezza del dente e la gengiva con armonico risultato estetico e funzionale.
Carie dentale

CARIE: la colpa non è solo dello zucchero


Cosa fare per prevenirla?


Oramai è noto che i batteri presenti nella nostra bocca si nutrono preferibilmente da zuccheri semplici che nella nostra alimentazione moderna sono una presenza costante. Si nascondono in  numerosi alimenti e sono il fattore principale dell' insorgenza della carie. I batteri normalmente presenti nella nostra saliva metabolizzando questi zuccheri rilasciano degli acidi che a loro volta aggrediscono lo smalto dei nostri denti, lo demineralizzano rendendolo debole. A questo punto può nascere la carie. Poco importa se si tratta di zucchero raffinato, zucchero di canna o anche del miele: essi non si distinguono notevolmente riguardo il loro potere cariogeno. Il miele tuttavia è particolarmente pericoloso grazie alla sua consistenza restando a lungo adesso allo smalto.


Un altro nemico dei nostri denti si nasconde nei succhi e nelle bevande, quasi sempre gassate e  anche zuccherate, ma anche nelle conserve.  I succhi di frutti e in particolare quelli acidi: quali limoni, arance ...  contengono già di per se l'acido della frutta che ha intaccante aggressività nei confronti dei nostri denti. Spesso l'industria arricchisce i succhi ulteriormente con dell' acido citrico (E330), per renderli più gustosi e per garantire una corretta conservazione sottovalutando l'effetto erosivo sullo smalto che ne deriva.


 Ai nostri denti poco importa se l'acido fa parte dell'alimento oppure se è stato aggiunto. Importante invece è quando lo consumiamo e per quanto tempo i nostri denti sono esposti all'azione dell'acido e dello zucchero eventualmente contenuto. Limonate, Coca Cola, te dolcificato oppure bevande energizzanti, soprattutto se bevuto più volte durante l'arco della giornata fanno si che i batteri  producano moltissimo acido. Il pericolo aumenta ancora se assunto a sorsi durante l'intera giornata, frequente consuetudine tra gli sportivi amatoriali e professionisti. Un bicchiere di bevanda mediamente contiene 20 grammi di zucchero. Particolarmente esposti al problema oltre agli sportivi che utilizzano frequentemente le stesse, anche i bimbi piccoli non lo sono di meno, complice di tutto ciò l'Industria e Pubblicità continua, martellante a quotidiana.


Per attenuare la problematica si consiglia di consumare qualsiasi bevanda in una volta sola e di bere un bicchiere d'acqua subito dopo il consumo. Non lasciate ai bimbi il biberon con il te zuccherato a disposizione per l'intera giornata. I denti da latte si cariano e possono danneggiare i denti definitivi sottostanti.


In generale un succo zuccherato si attacca meno ai denti quanto un dolce che si appiccica letteralmente allo smalto. Una ricerca dell'Università di Göttingen 1) in Germania ha evidenziato che il consumo di dolci dopo i pasti come dessert sono meno dannosi per i denti della stessa quantità di dolci mangiati fuori orario come spuntino, perché i batteri si moltiplicano in modo sproporzionale con il consumo del solo spuntino facendo innalzare repentinamente il livello di acidità in bocca.


Per ridurre il rischio degli acidi in bocca si consiglia un'alimentazione con prodotti integrali e della verdura cruda che aumenta il numero di cicli masticatorie e stimola la secrezione di saliva contribuendo a mantenere il ph della saliva a un valore vicino al neutro.


Cosa posso fare io?

  •  Un'alimentazione corretta seguendo la piramide alimentare.
  •  Bere un bicchiere d'acqua dopo il consumo di succhi e bevande.
  • Lavarmi regolarmente i denti mezz'ora dopo i pasti utilizzando la tecnica di Bass modificata.
  •  Evitare spuntini dolcificati con zucchero e/o miele quando non potete lavarvi i denti preferendo frutta fresca non acida oppure frutta con guscio (mandorle, noci..)
  • Effettuare dal proprio dentista di fiducia una visita almeno all'anno per prevenire e/o scoprire delle eventuali problematiche orali le quali individuate in tempo fanno ci evitano danni maggiori di salute e anche economici.

 

1)Zentrum für Mund und Kieferheilkunde der Universität Göttingen

Share by: